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domenica 4 settembre 2011

SETTEMBRE



La domenica mattina...e' l'inizio di un preludio, cambia a seconda della stagione, inizia presto  d'estate e in maniera frettolosa...dedicando poco  tempo  a quello che si  mangia, si deve correre , cercare di  non fare chilometri  di  fila per arrivare in spiaggia, e arrivare al  mare e mangiare un cornettino  veloce con un cappuccino, leggere il  giornale e iniziare la giornata di  sole..L'inverno, pigra..inizia cosi'  assonnata, sotto le coperte, la paura di  mettere fuori il naso ..fa paura sentire quanto  freddo  fa', girarsi e amare il calore di un piumino , sentire la pioggia al  vetro che suona ti  fa sorridere..il grigio  del  cielo  ti  fa amare la tua casa, il  tuo  gatto, il  tuo  libro..Settembre invece e'  qualcosa che esula dall'inverno  e dall'estate, non piove non fa freddo, non fa caldo  e non c'e' il  mare.. c'e' la consapevolezza di  avere un giorno  tuo ..dove ti  coccolerai , iniziando  dalla colazione..che la scegli  addirittura  dalla sera prima.. che ti  fa sospirare, giornata tutta per te.. la usi  come vuoi, programmi , giri  assonnata per casa, sbirci la posta al pc, pigra ti muovi  e sai  che tra un'po  di  mesi  ci  sara' il natale, ma e' lontano, hai lasciato  alle spalle l'estate..
Ed eccola la colazione delle 9 .. che programmi : se sei  fuori  ci  sono  locali  a cui  tu  se sei  romano  non puoi  sottrarti:
nonna carla , Corso  trieste, per chi  e'  amante delle marmellate, le crostatine piu'  buone che si  siano  mangiate in vita.. forse in paradiso  chi  sa...
panificio mosca :  Nel quartiere Prati , a cavallo tra i  Musei  Vaticani e il  quartiere Trionfale, il re dei  Maritozzi  Romani, quelli  che se ne assaggi  uno  ne mangi  5.. morbidi  friabili  e pieni  di uvetta..FAntastici!!
E poi  c'e' il "MARITOZZARO" in via Ettore Rolli 50 a Trastevere. Non  amo  la panna, quella stucchevole quella piena di  grassi, che si  attacca al  palato,ma essendo  questo  dolce parte rinnovata della tradizione romana , mi  sono  fatta tentare.La rivisitazione infatti  sta nel  non mettere l'uvetta ma lasciare l'impasto  bianco  e fare uno  spacco  trasversale che poi  viene riempito di panna montata. La panna in questione si presenta soffice come le nuvole, morbida come lo  zucchero  filato, corposa come la spuma, insomma dal  gusto intenso  e grezzo  che rimane in mente, non la si scorda facilmente..una panna di carattere.La brioche che avvolge ed accompagna la panna, ha un sapore delicato , non dolce da non contrastare ed invadere il campo, rimangono  sapori  separati  ma all'unisono  la perfezione, ci  sono  i  granelli  di  zucchero  che spuntano  sotto i  denti  e la lingua , mi ritrovo  quasi  sempre ad essere sorpresa da cibi  nuovi , sono esperienze sensoriali a cui  la Eli, ormai  entrata nel  circolo  dei  viziosi non puo'  piu'  farne a meno .



INGREDIENTI (6 persone)
350 g farina bianca
1 dado lievito di birra
100 g zucchero
1 pizzico di sale
3 cucchiai di olio d’oliva
1 uovo e 1 tuorlo
140 ml circa acqua tiepida
Per decorare:
1 uovo
50 g zucchero
75 ml acqua
250 ml panna

PREPARAZIONE
Setacciare la farina, il sale e lo zucchero. Sciogliere il lievito nell'acqua, aggiungere metà farina, lavorare bene e lasciare in luogo tiepido per 30 min. Dopo aggiungere olio, l’uovo e il tuorlo ed amalgamare il tutto con una forchetta, aggiungendo un po’ per volta il resto della farina. Lavorare l’impasto per almeno 10 minuti. Rimettere l’impasto a lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato (almeno 2 ore).. Formare un rotolo lungo e dividerlo in 14-16 pezzi. Da ogni pezzo ottenere un panino rotondo.
Porre a lievitare una seconda volta in luogo tiepido per 30 minuti. Spennellare i maritozzi con un uovo sbattuto. Infornare per circa 10-15 minuti a 200°C (forno preriscaldato). Intanto sciogliere in un pentolino zucchero e acqua ed a cottura ultimata spennellare i maritozzi con questo sciroppo e lasciarli asciugare. Fate raffreddare i maritozzi, nel frattempo montate la panna, che inserirete nel maritozzo dopo avervi fatto un taglio verticale nel centro dove poter inserire la panna.
BUON SETTEMBRE A TUTTI.

lunedì 29 agosto 2011

ROMA.. QUELLA VERA!

Sono  Romana, una piccola Romana, non di  quelli  che da sette generazioni vivono qui'..i miei  genitori per meta' Toscani e per meta' Emiliani, mi  hanno  fatto  amare questa citta',con i suoi  problemi, con le sue difficolta, con i  suoi  capricci.. e mi hanno  fatto  apprezzare quello  che un turista passato per la citta'  eterna non coglie.. Noi che siamo  cosi'  sorridenti, ci preoccupiamo  degli  altri anche se da altre parti  puo' essere scambiata per invadenza, noi che la mattina quando  chiediamo  il  caffe'  al  bar urliamo, noi  gente semplice eppure con un cuore grande, noi  che quando  ci  sentono  parlare , gli  altri sorridono, noi  che ostentiamo  la calata del  "coatto", noi  che abbiamo  avuto poeti come Gioacchino  Belli, Trilussa e ce ne siamo  scordati  con tanta facilita', noi  che quando  siamo  in  tanti  sembriamo  sempre di  piu', noi  gente di Borgata, dei  Parioli, Dei  Castelli  Romani , siamo  gente semplice, amanti  della nostra Roma grande, noi  che facciamo  del  nostro  meglio  per essere apprezzati per quello  che siamo , eppure gli  altri  si  ricordano  di  noi per la cronaca , per Alemanno,  e per il  nostro Governo, che non ruba solo  al  nord,  ma anche al  centro  e al  sud. Ce ne sarebbe da dire... non smetteremmo  mai  , eppure una cosa che sfugge e'  che Roma e' proprio  bella , bella al  tramonto, bella all'alba quando si  sveglia, bella quando  fa freddo  e ci  vendono  le caldaroste agli  angoli  della strada, bella quando si  va in centro  e dai  Fori Imperiali  si  erge il  Maestoso Colosseo, bella quando  passando  distrattamente per Piazza di  spagna , si  allunga, e ci  sorride Fontana di  Trevi, bella quando  la domenica si  scappa ai  laghi, Nemi, Castel Gandolfo, Bracciano, bella nella timida nebbia d'autunno che ogni  cosa fa brillare, bella quando  piove, meraviglioso  Ponte Milvio. I mercati , pieni  di  colori,  la gente  allegra Dio  l'aiuta, i Romani  quelli  che pur se hanno problemi  son  pronti  a darti  una mano, quelli  che in compagnia non si  tirano  mai  indietro se si  deve mangiare bene e bere altrettanto. Ho  vissuto  tanti  anni  fuori  dalla mia citta', e ogni  volta che percorrevo via Cavour il  mio  cuore si  riempiva di  emozione d'avanti  a tanta bellezza, e a tanta storia, io che per anni  non ho  capito  di  quanto  bella fosse, mi  ricredo  ogni giorno  che la vedo! Odio  il  traffico  di  Roma, odio  gli  automobilisti  Romani, anche se quando  li vedo  gesticolare, imprecare sorrido.. sono  veraci, veri ! Odio il loro  modo  di  atteggiarsi e ostentare il loro  essere Romani, eppure se c'e' una cosa di  cui  vado  fiera di  essere nata in questa meravigliosa e grande Roma.

CODA ALLA VACCINARA
Ricetta per 8 persone

Ingredienti
Una coda e guancia di bue, kg.2
Lardo gr.100
Strutto gr.30
Prezzemolo gr.30
Una carota, una cipolla
Uno spicchio di aglio
Un sedano bianco e tenero
Vino bianco: circa un bicchiere
Salsa di pomodoro – sale – pepe
Preparazione
Mondare, lavare e tritare finissimi prezzemolo, aglio, cipolla e carota. Tritare il lardo. Tagliare la coda e la guancia a pezzetti, lavarli e immergerli in acqua in ebollizione; quando l’acqua alzerà di nuovo il bollore togliere di nuovo la carne. Mettere in una casseruola di terracotta il lardo, lo strutto e tutto quanto è stato tritato. Lasciare soffriggere per un istante poi unire i pezzetti di coda e guancia, mescolare e rosolare sino a che la carne si sarà leggermente colorita; allora salare, pepare, continuare la rosolatura bagnando poco per volta con il vino bianco. Quando questo sarà evaporato unire una o due cucchiaiate di salsa di pomodoro sciolta in circa mezzo litro di acqua calda. Incoperchiare il recipiente e cuocere il tutto a fuoco moderatissimo per circa 4 ore. Pulire le coste del sedano, lavarle, tagliarle a pezzetti ed unirle alla carne dopo le 4 ore di cottura, lasciandola sul fuoco ancora per mezz’ora. Versare la carne sul piatto di portata, irrorarla con il suo sugo e servirla subito ben bollente.

IL  RE VINO.. CESANESE DEL PIGLIO ROMANICO 2007
ll Romanico è frutto della vinificazione in purezza del "Cesanese di Affile", principale vitigno autoctono a bacca rossa del Lazio ed espressione tipica del territorio. Dalla sua vinificazione si ottiene un vino rosso di gran classe, spessore e profondità, la cui potenza si coniuga a eleganza e finezza.Considerato, già in passato, come il Pinot noir del Lazio il Cesanese di Affile eccelle in sapidità: all'analisi gustativa spiccano sentori di frutta rossa, con netto ricordo di amarena e di ciliegia, mirabilmente fusi a note speziate e balsamiche derivanti da un attento e dosato affinamento in barriques.